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RIVISTA DI METEOROLOGIA, CLIMA E GHIACCIAI
  

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IL MALTEMPO DEL 31 AGOSTO 2000 
NUBIFRAGIO IN LUCCHESIA

Tratto da IL TIRRENO

LUCCA, 1 Settembre 2000 - Frane e smottamenti, abitazioni allagate, torrenti che tracimano causano ingenti danni in tutta la Lucchesia Due ore di pioggia e la montagna crolla Paura sulla provinciale di Pescaglia: sfiorate le case, due paesi isolati Alla Prada sono finiti sulla strada 300 metri cubi di detriti. Polemiche sulla manutenzione di Domenico Tani LUCCA. Frane e smottamenti, di cui uno ha interessato la provinciale di Pescaglia; case allagate, alberi abbattuti, problemi per la fornitura e la potabilità dell'acqua in diverse zone, ripetuti blackout elettrici, danni per centinaia e centinaia di milioni. Sono solo le pià gravi conseguenze del temporale che ha investito ieri mattina la Lucchesia, con punte di particolare intensità in Media Valle. La situazione più drammatica si è verificata in località La Prada, sulla provinciale per Pescaglia, dove una frana è scesa giù dal monte portandosi dietro centinaia di metri cubi di terriccio, alberi e massi. Le poche case sparse nel raggio di qualche centinaio di metri, sono state circondate da una massa melmosa, che solo grazie al tempestivo intervento degli stessi abitanti è stata in parte deviata evitando danni maggiori. "È un miracolo se siamo ancora vivi", è il commento degli abitanti. Il violento temporale (qualcuno parla di un tornado o tromba d'aria per la violenza del vento) si è abbattuto nella zona poco dopo le 9. "Pioveva in maniera torrenziale - racconta Raffaello Giannecchini - e ha cominciato a grandinare, grosse scaglie di ghiaccio che hanno rotto i vetri di alcune abitazioni. Poi un boato ed abbiamo visto un'enorme massa di fango che precipitava lentamente a valle sradicando tutto quello che incontrava sul suo cammino. La prima cosa che abbiamo fatto è stato di mettere in zone di sicurezza le automobili, poi ci siamo armati di pale e abbiamo cercato di creare degli sfoci per impedire che l'acqua entrasse in casa. Sono stati attimi terribili, io e mia madre ci siamo preoccupati di andare a prestare soccorso ad una famiglia poco distante dove abita Gianfranco Carnicelli. In casa c'era solo la figlia con i due bambini piccoli. La donna era terrorizzata perchè l'acqua aveva iniziato ad entrare in casa". Situazione drammatica anche per le altre famiglie, ma sul posto stanno operando diversi mezzi di soccorso di Comune, Comunità montana e Provincia insieme ai carabinieri. La grossa frana è partita dalla vetta del monte in località Natocaldo, dove si trova il rio di Ricipria che a causa della violenta precipitazione si è gonfiato fino a quando la chiavica che porta a valle si è intasata di rami secchi formando una barriera naturale. Pochi minuti e la grande massa d'acqua è precipitata trascinando con sè tutto quello che ha trovato sulla sua strada. "Si è trattato di una tragedia annunciata - grida Bruno Giannecchini - perchè dopo l'ultimo temporale avevamo capito che la zona era a rischio per il totale stato di abbandono da parte delle autorità competenti e quindi avevamo spedito cinque raccomandate: a Provincia, Comune, Comunità montana, forestale e Genio civile, ma nessuno si è preoccupato di venire a verificare i pericoli che avevamo evidenziato da tempo". Situazione difficile anche sull'altro versante del monte, sulla strada comunale che porta a San Giuseppe e Convalle. Una grossa voragine ha inghiottito un lungo tratto della strada asfaltata isolando completamente il paese di San Giuseppe, dove abitano 6/7 famiglie e una parte della frazione di Convalle dove abitano circa 15 famiglie. "Da questa mattina - dice Massimo Ricci - la frazione di Convalle che si affaccia sul versante di San Giuseppe è completamente isolata. Non siamo potuti andare a lavorare perchè le auto sono bloccate in paese e si può transitare solo a piedi. Nella zona abitano una quindicina di famiglie, prevalentemente persone anziane e bambini e quindi i disagi sono enormi". Il maltempo ha provocato anche numerosi allagamenti a Lucca e nella Piana, mentre per quanto riguarda il torrente Freddana non ci sono stati problemi. Evidentemente i lavori eseguiti di recente (dal ristorante Il Guercio verso Camaiore) hanno scongiurato la fuoriuscita delle acque. In Prefettura alle 17 è stata sciolta l'Unità di crisi.

70 TECNICI ENEL PER FAR FRONTE AL BLACKOUT
Tratto da IL TIRRENO
LUCCA, 1 Settembre 2000 -  Settanta tecnici dell'Enel sono stati impegnati per tutta la giornata di ieri nel tentativo di risistemare le linee elettriche dopo il nubifragio abbattutosi sulla Lucchesia e che ha causato blackout e disagi un po' ovunque. Le zone più colpite sono state Borgo a Mozzano, Coreglia, Bagni di Lucca, Pescaglia, Ponte a Moriano, Diecimo e Domazzano dove i fulmini e la furia degli elementi hanno messo ko cabine dell'alta tensione. Molte abitazioni, soprattutto quelle lontane dai centri abitati, sono rimaste al buio sino a tarda sera. Disagi anche per negozi, bar e ristoranti. Stando al compartimento Enel di Firenze la Lucchesia è stata la zona più colpita in tutta la Toscana e sin dalle 6 del mattino si sono registrate le prime chiamate.


IN BRANCOLERIA L'ACQUA NON E' POTABILE
Tratto da IL TIRRENO

LUCCA, 1 Settembre 2000 - Le sorgenti della Brancoleria sono torbide e a scopo cautelativo il sindaco ha firmato un'ordinanza con cui vieta l'uso dell'acqua a Ombreglio, Deccio, Tramonte, Ciciama e San Pancrazio. Ieri ci sono stati problemi anche alla stazione di sollevamento di S. Alessio, colpita da un fulmine, e poi parzialmente riattivata. Così come disagi si sono registrati nei paesi di Gignano e Piaggione. La Geal è dovuta intervenire con numerose squadre, sempre per problemi di torbidità dell'acqua, anche nei comuni di Pescaglia, Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca. Tanti i tombini delle fognature saltati, a causa della pressione. La grandine distrugge vigneti e lampioni Il Comune di Bagni di Lucca chiede lo stato di calamità naturale di Alvaro Carlotti BAGNI DI LUCCA. Anche nella zona della Media valle del Serchio l'acqua battente e una violentissima grandinata hanno provocato numerosi allagamenti a cantine, abitazioni, negozi e fabbriche, qualche problema alle infrastrutture pubbliche e seri danni all'agricoltura. A Borgo a Mozzano si sono registrati allagamenti in abitazioni e laboratori al capoluogo, Chifenti, Anchiano, Corsagna, Piano della Rocca, Diecimo. Una piccola frana che ha travolto un'auto in sosta, si è verificata il località Vitoio di Partigliano; cadute di sassi e fango hanno interessato la strada S. Romano-Motrone, un piccolo smottamento di terreno è avvenuto a Capanne di Valdottavo. A seguito di torbidità, l'acqua è stata dichiarata non potabile a "Lugnano", "Castello" e "Piana" di Valdottavo, e a S. Romano. Tutta la viabilità di montagna è stata intereressata da cadute di rami, fango e pietre. Per far fronte alle numerose richieste di privati, la prefettura, su richiesta della protezione civile comunale, ha inviato due squadre con idrovore. A Bagni di Lucca la grandine ha rotto quasi tutte le 75 plafoniere installate sui pali della pubblica illuminazione della località "Cafaggio"; i grossi globi di plastica sono stati forati e frantumati dai chicchi di grandine. Le acque del torrente Liegora, che scende nelle vallate sotto i paesi di Crasciana e Brandeglio e affluisce nel Lima a Fabbriche di Casabasciana, hanno formato grandi volumi di schiuma che si sono depositati lungo le sponde e nelle ringonghe del corso d'acqua. Sul posto sono accorsi i tecnici dell'Arpat e dell'Asl, che hanno prelevato campioni di schiuma, personale del corpo forestale, carabinieri e vigili urbani di Bagni di Lucca, addetti della Geal. Secondo diversi abitanti di Fabbriche di Casabasciana, il fenomeno è assolutamente normale e si verifica ogni volta che piove così intensamente dopo un lungo periodo di siccità. Per i tecnici dell'Arpat e della Usl il fenomeno non è da ritenersi normale e potrebbe derivare da un piccolo impianto di depurazione di scarichi civili situato a monte. "Forse - è stato detto - non si tratta di un inquinamento di natura chimica, ma di natura organica". Il fenomeno però non preoccupa nemmeno il proprietario di un allevamento di trote che utilizza l'acqua del Liegora, da sempre considerata un torrente con acque pulite: "Accade sempre così - dice". Sempre a Bagni di Lucca, numerosi sono stati gli allagamenti di abitazioni e attività commerciali, una grossa pianta è caduta sulla linea elettrica a Fornoli nel parco della Pace. Diversi agricoltori si lamentano del gravissimo danno che la grandine ha provocato all'uva. Il Comune ha subito chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Anche a Coreglia e in particolare a Ghivizzano e Pian di Coreglia si registrano allagamenti di abitazioni, ma nessun importante danno è stato arrecato alle infrastrutture pubbliche

SLITTA PER LA PIOGGIA E MUORE
Tratto da LA REPUBBLICA

FIRENZE, 1 Settembre 2000 - Temporali e grandine ieri in Toscana. Danni e disagi in molte zone della provincia di Firenze, in Versilia e in Casentino anche se nel tardo pomeriggio l’emergenza è rientrata ovunque. I primi problemi si sono avuti sin dal mattino, poi un secondo temporale intorno a mezzogiorno ha peggiorato la situazione. Proprio di mattina l’episodio più grave a Firenze. Un operaio è morto in un incidente stradale nella zona di Piazza della Vittoria a Firenze. L'uomo, Enrico Pane, 27 anni, di Firenze, era sul suo scooter che all'incrocio tra via Fabroni e via Vittorio Emanuele si è scontrato con una vettura dopo essere scivolato sull’asfalto bagnato. Nella caduta, Pane ha perduto il casco ed è morto sul colpo. Il primo nubifragio di ieri ha colpito la Versilia. Verso le tredici un forte temporale si è abbattuto anche su Firenze, e in molte aree della provincia. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco, invece, a Pistoia, dove disagi ci sono stati soprattutto nella zona industriale, e Lucca: qui il prefetto Angelo Tranfaglia ha costituito un'unità di crisi per seguire l'evolversi della situazione e per coordinare gli interventi. In Versilia sono state decine le chiamate ai vigili del fuoco. Il traffico è rimasto bloccato soprattutto sul viale a mare di Viareggio, dove molti locali pubblici sono rimasti allagati. Difficoltà anche a Camaiore, dove il torrente è tracimato in alcuni punti senza però causare gravi danni. Difficile viaggiare sul tratto toscano dell’Autostrada del Sole: vicino a Incisa Valdarno una grandinata ha provocato rallentamenti e code. L'asfalto bagnato sarebbe responsabile di un altro stradale, dopo quello mortale di Firenze. Questa volta vicino Massa dove sono rimaste ferite tre persone dopo un tamponamento sull’A12 che ha coinvolto tre camion, un'ambulanza ed un'auto bloccando per poco più di un' ora il traffico. A Firenze non sono stati molti gli interventi dei vigili del fuoco. Uno di questi ha riguardato la biblioteca Marucelliana dove i custodi avevano notato un'infiltrazione di acqua in una parete della biblioteca. Il danno è stato giudicato di lieve entità dagli esperti. Molto più difficile, invece, la situazione in provincia. La pioggia ha costretto i vigili del fuoco ad ottanta interventi fra Grassina, Bagno a Ripoli, Rignano sull'Arno, Ponte a Ema. Allagamenti si sono verificati a Firenze tra il ponte Da Verrazzano e il teatro Tenda, a Rimaggio e in via di Ripoli. Sempre in città un albero abbattuto dal maltempo è stato rimosso dalla strada in via del Carota. Altre piante sono state tolte lungo la statale Cassia e la provinciale che da Tavarnuzze portano a Greve. Rallentamenti al traffico si sono verificati sull'Autosole anche nel primo pomeriggio, sulla FirenzePisaLivorno e sull'Autopalio a causa della grandine. I vigili urbani hanno allertato la protezione civile per soccorrere con idrovore due cardiopatici di Gavinana con la casa allagata. Nel resto della Toscana allagamenti sono segnalati a Follonica, in Casentino, in lucchesia a Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano e Pescaglia dove la strada per Trebbio è stata interrotta per frane dovute allo straripamento di ruscelli. L'Enel ha impegnato nella regione 252 uomini per ripristinare linee elettriche fuori uso per fulmini e vento. Interrotto anche il servizio telefonico per segnalazione guasti.


GENOVA, UN'ORA SOTT'ACQUA
Tratto da LA REPUBBLICA

GENOVA, 1 Settembre 2000 — Un acquazzone si è abbattuto ieri sulla città, dalle sei alle sette della sera. Il maltempo non ha risparmiato la riviera di levante e il ponente, dov’è caduta una forte grandinata. Il traffico in via XX Settembre (già reso difficile dai cantieri per vertice del G8) è rimasto bloccato. In corso Solferino un albero abbattuto dal vento è caduto su un’auto che transitava. Il conducente non ha riportato ferite ma per uscire dalle lamiere sono stati necessari i vigili del fuoco.
Alla Festa dell’Unità in piazzale Kennedy è stata annullata la manifestazione in ricordo delle vittime delle pedofilia, e il temporale ha minacciato la stabilità di alcuni tendoni. La pioggia torrenziale ha provocato allagamenti di strade, negozi e scantinati in tutto il capoluogo. Dappertutto si sono registrati piccoli tamponamenti, uno dei quali ha bloccato per breve tempo la circolazione sulla sopraelevata in direzione ponente. I torrenti sono rimasti però nei loro alvei. Parecchi semafori in tilt; decine di antifurti si sono messi a suonare senza ragione.
Nel levante, i sommozzatori dei vigili del fuoco di Genova e gli uomini della capitaneria di porto di Chiavari hanno tratto in salvo gli occupanti di un’imbarcazione che, a causa del mare ingrossato e del vento, si era rovesciata. Tromba d’aria a Camogli con alberi sradicati; scoperchiato un capannone della Tigullio trasporti a Carasco, mentre un locomotore a Rapallo è stato danneggiato da un fulmine e il traffico ferroviario si è svolto per parecchio tempo su un unico binario creando disagi ai viaggiatori.


PRIMA NEVE SULLE DOLOMITI
Tratto da ANSA
ARABBA (BELLUNO), 1 Settembre 2000 - La prima neve e' caduta sulle Dolomiti, con precipitazioni che hanno interessato le quote superiori ai 2.600 metri. La neve e' caduta con una certa intensita' fino ai tremila metri per raggiungere una consistenza maggiore sulle cime piu' alte. Fa eccezione la Marmolada, dove 25-30 centimetri di neve sono caduti a partire gia' dai 2.600 metri della base del ghiacciaio, coprendo poi completamente di bianco la cresta sommitale. La precipitazione - come rilevato dal centro valanghe di Arabba (Belluno) - e' stata generata dal passaggio di un sistema perturbato frontale, che ha portato precipitazioni abbondanti di pioggia alle quote piu' basse, e dal raggiungimento del cosiddetto zero termico ai 3.000 metri di quota.

 

  
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