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UN RICORDO DI CARLIN PETRINI
Il 21 maggio 2026 è mancato Carlin Petrini, fondatore di Slow Food
Qui un ricordo del presidente SMI Luca Mercalli.

La frugale cena dell'agosto 2008 alla sede SMI di Castello
Borello di Bussoleno (TO):
Carlin a destra con la polo gialla, vicino a lui Azio Citi.
Cibo,
clima e ambiente sono legati a filo doppio: Carlo Petrini lo sapeva da
sempre e via via che al principio degli anni Duemila la questione
ambientale prendeva corpo a livello internazionale, lui non ha perso
l’occasione di farne un elemento fondamentale dell’attività di Slow Food
e degli insegnamenti dell’Università di Scienze gastronomiche di
Pollenzo.
E’ così
che dopo un incontro avvenuto nei camerini di Che tempo che fa a Milano
è stato naturale unire le nostre strade in tante battaglie: contro il
consumo scriteriato dei nostri buoni suoli agrari, contro le emissioni
dell’industria agroalimentare, contro la deforestazione tropicale, il
tutto condito da quella piemontesissima sobrietà e coscienza del limite
che aiutano a comprendere come la stessa Terra non ce la faccia più a
soddisfare l’avidità umana.
Al Salone
del Libro di Torino, il 27 ottobre 2014 ricordammo il grande Aurelio
Peccei e i suoi “Limiti alla crescita” e lo facemmo ancor più
convintamente all’Università di Pollenzo il 20 marzo 2017 quando
chiamammo a tenere lezione Roberto Peccei, uno dei figli di Aurelio,
allora all’Università della California.
Poi Carlin
mi volle anche a condurre a Scienze Gastronomiche un’annualità del corso
“Cibo e cambiamenti climatici”, che aprì la strada alle riflessioni
sociali derivanti dai nuovi estremi meteorologici, un tema che
sviluppammo nel MigrantiFilmFestival, sempre a Pollenzo l’11 giugno
2017.
Carlin
aveva con papa Francesco un rapporto profondo – eh, tra piemontesi di
collina s’intendevano! - e ovviamente l’Enciclica sull’ambiente Laudato
Si’ era pane per i suoi denti: insieme al vescovo di Pinerolo Mons.
Derio Olivero mentre presentava il progetto delle Comunità Laudato Si’,
volle che ne fondassi una a Moncalieri, presso la Società Meteorologica
Italiana, in ricordo dell’eredità ottocentesca di padre Francesco Denza.
Quando c’era da firmare una petizione, organizzare una conferenza in
difesa di un territorio, ci sentivamo al telefono, parlando in
piemontese, sempre con taglio militante e pragmatico: anduma anans!
Ma i
ricordi più belli in questo momento, a poche ore dalla sua scomparsa,
sono tre: la conversazione con lui, Enzo Bianchi e Piercarlo Grimaldi,
amici che saluto e a cui ora mi stringo, che avvenne il 2 aprile 2008,
con uno dei titoli più sereni che si potessero concepire: Bra, o della
felicità. E poi la cena domestica quando venne al mio paesello il 6
aprile 2010, con una croccante focaccia in forno a legna, poco prima
della conferenza “Cibo e clima, futuro del mondo”. E un’altra cena,
nella carezzevole luce di una sera dell’agosto 2008, con il gelato ai
lamponi del contado di Castello Borello, in Val di Susa. Ciau Carlin,
porteremo avanti i tuoi progetti e i tuoi nobili impegni, ovunque tu
sia, spero che si mangi bene!
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