Correttamente prevista da oltre una settimana, un'ondata di calore
eccezionale per intensità e durata ha interessato gran parte del
Mediterraneo e l'Italia a metà luglio 2023, e - mentre sulle regioni
settentrionali è in via di attenuazione - proseguirà ancora per molti
giorni al Sud, con rinnovato vigore intorno al 24-25 luglio.
Responsabile della calura estrema è l'espansione
dell'anticiclone nord-africano verso l'Europa meridionale, con una
massa d'aria subtropicale al suo interno avente temperature
raramente (talora mai) viste in Italia, specie al Centro-Sud: in
libera atmosfera, alla superficie isobarica di 850 hPa (ovvero circa
1550-1600 m), il 18-19 luglio l'isoterma +25 °C si è spinta fino a
parte del Nord abbracciando quasi tutto il Paese, mentre la linea dei
+30 °C, da Algeria e Tunisia, ha sfiorato Sicilia e Sardegna. Si
tratta di valori 8-12 °C sopra la media di metà luglio.

Temperature e altezza del
geopotenziale alla superficie isobarica di 850 hPa, ore 00 UTC di
giovedì 19 luglio 2023 (modello GFS, via
www.wetterzentrale.de). I
colori rosa/porpora più intensi indicano le isoterme >= +26 °C, estese
alla metà centro-meridionale dell'Italia, situazione molto rara ma
resa vieppiù probabile dal riscaldamento globale antropogenico.
Valori di questo tipo, con il concorso dell'intensa radiazione solare
e talora di lievi venti di caduta o comunque "di terra" in grado di
inibire le più fresche brezze di mare, hanno portato moltissime
località del Centro-Sud e delle isole a superare i 40 °C di
temperatura massima, con punte superiori a 45 °C nelle arroventate
zone interne di Sicilia e Sardegna.
Martedì 18 luglio le temperature più elevate si sono
registrate sui settori occidentali e sud-occidentali delle due isole (coste e
pianure tra Sassarese e Oristanese, e tra Trapanese, Agrigentino e
Calatino), tendendo poi a trasferirsi su quelli meridionali e/o
orientali mercoledì 19 (Cagliaritano, Costa Smeralda, Siracusano,
Tavoliere) al ruotare del flusso da Ponente, dunque con innesco di
correnti di caduta/di terra sul lato est delle isole e dell'Appennino.

Temperature in superficie
previste per le h 15 italiane di mercoledì 19 luglio 2023 (emissione
delle h 00 UTC del medesimo giorno): nuclei >44 °C sono correttamente
localizzati nel Sud della Sardegna, nell'Est della Sicilia, e nel
Foggiano (fonte: modello ECMWF, via
Meteologix).
L'evento di fatto è ancora in corso e una sua valutazione complessiva
è ancora prematura, ma in ogni caso si è certamente trattato di una
delle più importanti ondate di calore mai documentate al Centro-Sud
Italia, accompagnata da numerosi record di temperatura minima a
massima, sia per il mese di luglio, sia assoluti (ovvero per
qualunque mese dell'anno).
Si individuano similitudini, soprattutto per la lunga
durata, con l'episodio di fine luglio 1983, che per temperature
massime estreme è stato tuttavia superato in Sardegna, imbattuto
invece al Nord.
Al Settentrione, per quanto il caldo sia stato
intenso e peraltro accompagnato da elevata umidità relativa e forte
disagio fisico, in genere non sono stati superati primati storici,
a eccezione di alcune località di montagna (vedi più avanti).
Ecco un elenco di alcuni valori di temperatura massima
più rilevanti misurati il 18-20 luglio 2023.
Martedì 18 luglio
46,3 °C Licata, Agrigento (rete
SIAS),
superato di gran lunga il record assoluto di 42,0 °C del 25 luglio
2009 (serie dal 2002);
45,8 °C Uras, Oristano (rete
ARPA Sardegna);
45,8 °C Riesi, Caltanissetta (rete
SIAS),
superato il record assoluto di 45,1 °C dell'11 agosto 2021 (serie dal
2002);
45,2 °C a Ribera, Agrigento (rete
SIAS),
superato il record assoluto di 43,2 °C del 25 luglio 2009 (serie dal
2002);
44,8 °C Agrigento-Scibica (rete
SIAS),
superato il record assoluto di 42,9 °C del 25 luglio 2009 (serie dal
2002);
42,7 °C Alghero-Fertilia, Sassari (AM-ENAV),
superato il record assoluto di 41,9 °C del
1° agosto 2017 (serie
dal 1946);
42,2 °C Capo Caccia, Sassari (AM),
superato di oltre due gradi il record assoluto di 39,8 °C del luglio
1996 (serie dal 1946);
42,0 °C Capo Frasca (AM),
nuovo record di luglio, ed eguagliato quello assoluto del
4 agosto 2017 (serie dal 1962);
39,7 °C Roma-Ciampino (AM-ENAV),
superato il record di luglio (39,6 °C, nel 1945), ma non quello
assoluto per qualunque mese (40,6 °C, agosto 1981); serie dal 1944.
Mercoledì 19 luglio
46,7 °C Nuraminis, Sud Sardegna (rete
Meteonetwork/progetto
Mistral);
46,3 °C Sestu-agro, Cagliari (rete
Sardegna Clima
APS);
46,2 °C Decimomannu, Cagliari (rete
AM),
superato il record assoluto di 45,0 °C del
24 luglio 2009 (serie
dal 1961). Valore più elevato nelle serie storiche delle stazioni
sinottiche della Sardegna (rete AM);
46,2 °C Siliqua, Sud Sardegna (rete
ARPA Sardegna);
44,8 °C Francofonte, Siracusa (rete
SIAS),
imbattuto il record assoluto di 45,6 °C del 10 agosto 2021 (serie dal
2002);
44 °C
Foggia-aeroporto Gino Lisa (rete
AM-ENAV), superato il record di luglio (43,0 °C
nel 1950), non l'assoluto (45,5 °C nel settembre 1946), serie dal
1943;
43,5 °C Cagliari-Elmas (rete
AM),
imbattuto per il soffio il record assoluto di 43,6 °C del
22 luglio 1983 (serie dal 1932);
43,0 °C Olbia-Costa
Smeralda (rete
AM-ENAV),
superato il record assoluto di 42,8 °C del 20 agosto 1999
(serie dal 1969).
Giovedì
20 luglio
45,5 °C Mineo, Catania (rete
SIAS);
42,3 °C Reggio Calabria-aeroporto
(rete
AM-ENAV),
imbattuto il record di luglio e assoluto di 44,0 °C del 1998 (serie
dal 1951).
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Questi in elenco sono i dati più elevati, ma anche
molte altre regioni d'Italia, dalla bassa Valpadana al Centro, hanno
sperimentato estesamente temperature massime superiori a 35-38 °C
(39,0 °C a Ferrara-San Luca, 40,0 °C a Guidonia (Roma), e perfino
42,9 °C alla stazione urbana
Meteonetwork/progetto
Mistral di Roma-Macao):
Il caldo peraltro è stato associato a elevati valori di
umidità relativa al Nord.
Ma se sulle pianure del Settentrione le foschie,
l'importante presenza di vapore acqueo nei bassi strati atmosferici e
parallelamente l'assenza di venti di caduta hanno scongiurato picchi
di temperatura massima eccezionali, alcune località alpine sopra i
1500 m - investite dall'avvezione calda subtropicale e soggette
talora a foehn come nel caso delle alte valli torinesi e
cuneesi presso il confine con la Francia - hanno stabilito nuovi
record assoluti in serie di lunghezza venti-trentennale.
Arpa Piemonte
segnala i seguenti primati per la giornata del 18 luglio 2023:
31,2 °C Pragelato-Trampolino a valle (Torino, quota 1525 m, serie dal
2000);
27,1 °C Sestriere (Torino, 2020 m, serie dal 1996);
30,8 °C Pontechianale (Cuneo, 1575 m, serie dal 1993);
28,4 °C Rifugio Mondovì (Cuneo, 1760 m, serie dal 1997);
29,3 °C Bellino (Cuneo, 1805 m, serie dal 1999).
Molto caldo anche di notte: minime di 31-32 °C nelle isole
In più località, specialmente di collina/versante, al
di fuori dalle inversioni termiche notturne, le temperature minime
sono rimaste prossime o fin superiori a 30 °C.
Vale la pena segnalare le minime (intervallo h 00 - 24) di 31,8 °C il
18 luglio a Castiadas, Sud Sardegna (rete
Arpa Sardegna),
e, nella medesima giornata, di 30,8 °C a Mazzarino (Caltanissetta) e
Linguaglossa (Catania), rete
SIAS.
Sempre il SIAS segnala che la minima di 29,4 °C del giorno 18 a
Camporeale (Palermo) è la più elevata nella serie dal 2002.
Non solo caldo: temporali
distruttivi
tra Alpi e pianura padano-veneta
Al margine settentrionale della cupola anticiclonica,
ovvero sulla regione alpino-padana, la disponibilità di grandi
quantità di energia potenziale e di vapore acqueo nei bassi strati
atmosferici, e lo scorrimento di correnti da Ponente in quota, hanno
generato le condizioni favorevoli all'innesco di potenti celle e supercelle
temporalesche, foriere di venti tempestosi e grandinate straordinarie.
Già nella notte tra l'11 e il 12 luglio si erano verificati rovesci
torrenziali, grandine grossa e vento impetuoso in bassa Valtellina
(104 mm ad Andalo) e in Alto Adige, e nella successiva tra il 12 e il
13 un'ulteriore sfuriata temporalesca aveva colpito dal Torinese al
Friuli, con gravi danni da chicchi di grandine dal diametro di 8-10 cm
in Val Camonica e vento a 129 km/h nella bassa udinese (a Palazzolo
dello Stella, rete
OSMER/ARPA FVG).
Poi, negli ultimi giorni, hanno fatto notizia in
particolare gli eventi del pomeriggio di martedì 18 luglio, con
violentissime raffiche di vento discendente dai cumulonembi (downburst)
che hanno scoperchiato tetti e abbattuto estese porzioni di foresta
nell'Agordino, nel Comelico, nelle valli Venosta, Pusteria e intorno a
Bolzano, e quelli della sera di mercoledì 19, con devastazioni dovute
a chicchi di grandine di dimensioni eccezionali (anche oltre 10
cm di diametro) sulla pianura veneta tra le province di Treviso,
Vicenza, Padova e Venezia.

Estesi abbattimenti di abeti
nel Comelico al passaggio di uno dei violentissimi temporali
sviluppatisi sulle Alpi nel pomeriggio di martedì 18 luglio 2023
(fonte: Il
Gazzettino).
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Grandine caduta a
Vigonza (Padova) la sera di mercoledì 19 luglio 2023.
Nel mondo, molteplici anomalie climatiche "fuori scala"
L'ondata di calore mediterranea (tra Europa
meridionale, Nord Africa e Medioriente) si accompagna ad altri
eccezionali episodi di canicola che in queste settimane stanno
interessando soprattutto l'Asia centrale e la Cina (qui nuovo
record nazionale di temperatura massima, 52,2 °C domenica 16
luglio nello Xinjiang), nonché il Messico, la zona caraibica e parte
del Nord America.
Alle ondate di caldo estremo in terraferma si aggiungono poi
quelle marine, non solo nel Pacifico tropicale dove è insorto
El Niño (la cui influenza sul tempo europeo è marginale), ma
anche nel Nord Atlantico, nello stesso Mediterraneo, nel Pacifico
nord-orientale.
Tutto ciò sta contribuendo a rendere il pianeta
caldo come non era mai stato dacché si svolgono misure meteorologiche
(satellitari dal 1979, ma anche nel più lungo periodo di rilievi a
terra, ovvero dal 1850).
Infatti le temperature medie globali dell'aria in superficie (oceani e
terraferma) sono ininterrottamente a livelli record dallo scorso 3
luglio (per ora, 18 giorni), ed è ormai pressoché certo che luglio
2023 diventerà non solo il luglio più caldo, ma il mese in assoluto
più rovente mai registrato a scala globale.
Inoltre la banchisa antartica è di gran lunga ai
minimi storici per questo periodo dell'anno (inverno australe),
13,7 milioni di chilometri quadrati di estensione il 19 luglio,
corrispondenti alla più ampia anomalia negativa in 44 anni di rilievi
satellitari (-15% rispetto alla media del trentennio 1981-2010).
Si tratta di anomalie statisticamente eccezionali e
"fuori scala", incompatibili con la normale variabilità climatica,
inequivocabili e preoccupanti effetti del riscaldamento globale
antropogenico e della conseguente "cascata" di conseguenze nel
sistema-Terra.
Sintesi delle attuali ondate di calore nell'emisfero Nord sul
sito dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale.

Andamento giornaliero delle
temperature medie globali (atmosfera a 2 m dalla superficie) in ogni
anno dal 1979 al 2023. La curva raggiunge il culmine tra luglio e
agosto per effetto del forte surriscaldamento estivo delle terre
emerse boreali, più estese di quelle australi che invece raggiungono
le temperature più elevate in gennaio-febbraio, ma con contributo meno
determinante a livello planetario. Gli oceani, poi, sono termicamente
più stabili, e influiscono meno sull'oscillazione stagionale a scala
globale.
Già in giugno la linea nera/spessa del 2023 si è portata nettamente
sopra ai record storici del periodo, oltrepassando poi dal 3 luglio
qualunque altro valore registrato in precedenza, in qualunque mese
(dati NCEP, analisi
Climatereanalyzer.org).

Anomalie termiche della
superficie di mari e oceani il 19 luglio 2023, rispetto alla media
1971-2000: ampie zone, tra cui il Mediterraneo, risultano sopra i +3
°C di anomalia, fino a +5 °C e oltre al largo del Perù (El Niño), di
Terranova e del Giappone (dati NCEP, analisi
Climatereanalyzer.org).

Estensione del ghiaccio marino
intorno all'Antartide in ogni giorno di ciascun anno dal 1979 in poi.
L'inverno australe 2023 è segnato da un'eccezionale anomalia negativa
di superficie della banchisa, completamente al di fuori della
variabilità osservata nei 44 anni precedenti (fonte:
NSIDC).
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e la salvaguardia degli osservatori meteorologici storici

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