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In questi primi giorni del 2026 sull'Italia si sono fronteggiate due
masse d'aria dalle caratteristiche assai diverse: 1) temperata e
umida mediterranea, associata alla depressione "Francis" in
avvicinamento da Gibilterra, e attiva al Centro-Sud;
2) molto fredda e più asciutta di origine artica, fluita da
Nord sotto la regia di sistemi depressionari sul Baltico, e
responsabile di una fase di tempo decisamente invernale sulle regioni
settentrionali (dove un primo impulso freddo era già giunto, da Est,
il 30-31 dicembre, seguito da un modesto e temporaneo addolcimento
atlantico il 2 gennaio).

Anomalie di temperatura alle h 00
UTC del 7 gennaio 2026 al livello isobarico di 850 hPa (circa 1500 m
di quota): si notano valori tra 5 °C e 10 °C sotto media al Nord e su
parte del Centro Italia (da
Tropicaltidbits).
In questo contesto si sono sviluppate due categorie di
situazioni da segnalare.
* Le precipitazioni molto abbondanti sull'Appennino Centrale
(Umbria, zone interne di Marche, Abruzzo, Molise) e soprattutto sul
Lazio, dove in circa 120 ore, dal tardo pomeriggio del 1° gennaio
fino all'Epifania, secondo il
Centro Funzionale Regionale sono caduti 127,6 mm di pioggia
all'osservatorio del Collegio Romano (di cui 56,9 mm il 5 gennaio) e
fino a 275,4 mm a Palestrina (146,6 mm il 5). Numerosi allagamenti,
alberi caduti e chiusure di strade, specie a Roma e dintorni, dove
erano in piena il Tevere ma soprattutto il suo affluente
sinistro Aniene, straripato in più punti (allerta rossa).
** Il freddo marcato che si è fatto sentire dapprima sulle Alpi
e al Nord-Ovest (3-5 gennaio), poi anche sul resto del Nord, su parte
del Centro e sulle regioni adriatiche fino al Sud (specie dal 6
gennaio). L'episodio freddo nella maggioranza delle località di
pianura del Nord Italia ha raggiunto il culmine nella notte tra il 7 e
l'8 gennaio 2026, mentre in quota e nei fondovalle alpini occidentali
- dopo giorni di gelo ostinato - era già in corso un addolcimento per
apporto di aria più temperata e umida da Ovest (con tendenza a foehn,
e precipitazioni nelle zone interne sotto forma di pioggia talora
sopra i 1000 m, anche congelante al suolo nei fondovalle).
All'interfaccia tra la massa d'aria umida mediterranea
e quella fredda artica, all'Epifania nevicate hanno interessato le
pianure dell'Emilia orientale (Modena, Bologna) e della
Romagna, fino alla costa adriatica.
Più interessate le zone intorno a Faenza e Lugo con depositi anche
superiori a 10 cm, come non si erano più visti dall'evento del 1°
marzo 2018 (info: meteorologo Pierluigi Randi). Oltre 30 cm
sull'Appennino Emiliano-Romagnolo-Marchigiano già a quote di collina
intorno ai 350 m, con disagi alla circolazione stradale, anche nel
tratto Bologna-Firenze della A1.

La neve sulle spiagge di Riccione
nel primo pomeriggio del 6 gennaio 2026
(da
Skilinewebcams).
Pur trattandosi di un evento freddo tra i più rilevanti dell'ultimo
decennio (periodo segnato da un accelerato riscaldamento
atmosferico e da una rarefazione delle ondate di gelo), questo non
ha assunto alcun carattere di eccezionalità a scala pluridecennale, né
sulle temperature minime più basse, né riguardo alle temperature medie
calcolate sull'intero episodio (30 dicembre 2025-8 gennaio 2026,
ovvero dalla prima irruzione fredda da Est, cui è seguito un ulteriore
e più marcato apporto di aria artica da Nord nei giorni intorno
all'Epifania).
Dunque un evento pressoché ordinario, per nulla
paragonabile alle grandi ondate di gelo del passato (gennaio 1985,
febbraio 1991, febbraio 2012...), con temperature complessivamente
1-3 °C sotto la norma 1991-2020 nel periodo 30 dicembre-8 gennaio
(ma talora fino a 8-10 °C sotto norma nel caso delle temperature
minime di singole giornate, come quelle registrate in Romagna, vedi
l'elenco seguente).
Per un episodio freddo di questa entità si può valutare una ricorrenza
di un caso ogni 2-5 anni nel clima caldo attuale, mentre fino a
pochi decenni fa sarebbe risultato di portata sostanzialmente annuale.
Ecco alcune temperature minime più basse del periodo
(registrate tra il 6 e l'8 gennaio 2026):
Aosta-aeroporto (545 m): -11,6 °C
(ultimo valore identico o inferiore: -12,5 °C il 18/12/2022);
Gressoney-D'Ejola (1837 m, Aosta): -15,0 °C (-15,8 °C il 14/02/2021);
Oulx-Gad (1055 m, Torino): -13,6 °C (-13,6 °C il 29/01/2023);
Castell'Alfero (140 m, Asti): -10,5 °C (-11,5 °C l'11/02/2023);
Piacenza-Alberoni (54 m): -7,1 °C (-8,9 °C il 31/12/2020);
Trento-Roncafort (194 m): -8,1 °C (-9,3 °C il 13/01/2021);
San Giacomo/Val di Vizze (1440 m, Bolzano): -20,4 °C (-20,7 °C il
20/01/2024);
Cervia-aeroporto (10 m): -7,5 °C (-8,0 °C il 28/02/2018);
Udine-S. Osvaldo (91 m): -7,1 °C (-7,2 °C il 15/02/2021);
Tarvisio (794 m, Udine): -15,8 °C (-15,8 °C il 15/02/2021);
Pontremoli-Verdeno (251 m, Massa-Carrara): -6,1 °C (-6,2 °C
l'11/02/2023).
Inoltre sulle pianure extraurbane intorno a Imola e Faenza, con
la complicità dell'intenso raffreddamento notturno sui suoli innevati
dopo la nevicata dell'Epifania, all'alba dell'8 gennaio si è scesi
fino a -10
÷
-13 °C, valori di tutto rispetto e più inconsueti,
anche se pure in questo caso relativamente comuni in passato, e ben
lontani dai record storici (nel gennaio 1985 da quelle parti si
veleggiava su minime tra -20 °C e -25 °C).
Quanto alle temperature medie su 10 giorni, ecco i valori del
periodo 30 dicembre 2025 - 8 gennaio 2026 in alcune località,
confrontati con altri casi ancora più rilevanti dell'ultimo decennio
(la data indicata è quella di fine di ciascuna sequenza di 10 giorni):
Torino-via della Consolata (266 m):
04/03/2018 0,5 °C
13/01/2017 1,3 °C
20/12/2022 2,1 °C
21/12/2018 2,3 °C
01/02/2019 2,5 °C
20/12/2017 2,6 °C
12/01/2021 2,6 °C
08/01/2026 2,9 °C (anomalia -0,9 °C rispetto
al 1991-2020)
Piacenza-Osservatorio Alberoni (54 m)
05/01/2021 -0,1 °C
08/01/2026 0,2 °C (anomalia -1,5 °C)
Cervia-aeroporto (10 m)
06/03/2018 -0,2 °C
15/01/2017 0,4 °C
08/01/2026 1,1 °C (anomalia -2,3 °C)
Udine-Sant'Osvaldo (91 m)
13/01/2017 -1,5 °C
03/03/2018 1,1 °C
25/01/2016 1,1 °C
20/01/2021 1,2 °C
12/01/2019 1,2 °C
08/01/2026 1,8 °C (anomalia -1,9 °C)
Gelo persistente anche nelle ore centrali del giorno
per lo più sopra i 1000 m, benché con forti differenze dovute
all'orografia (esposizione/ombreggiamento).
Fonti dei dati:
Centro
Funzionale Regione Autonoma Valle d'Aosta
Arpa Piemonte
SMI/Opera
Pia Alberoni
Associazione Emilia Romagna Meteo
MeteoTrentino
Agenzia per la Prot. civile - Ufficio Meteorologia e prevenzione
valanghe Bolzano
Arpa FVG
Servizio
Meteorologico dell'Aeronautica Militare.
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