DOVE MI TROVO:  Nimbus Web » Eventi meteorologici » Episodio freddo di inizio gennaio 2026


PRIMA DECADE DI GENNAIO 2016:
EPISODIO FREDDO APPARISCENTE
TRA GLI INVERNI MITI RECENTI,
MA ORDINARIO IN PROSPETTIVA STORICA

SMI / Redazione Nimbus, 9 gennaio 2026
 


In questi primi giorni del 2026 sull'Italia si sono fronteggiate due masse d'aria dalle caratteristiche assai diverse: 1) temperata e umida mediterranea, associata alla depressione "Francis" in avvicinamento da Gibilterra, e attiva al Centro-Sud;
2) molto fredda e più asciutta di origine artica, fluita da Nord sotto la regia di sistemi depressionari sul Baltico, e responsabile di una fase di tempo decisamente invernale sulle regioni settentrionali (dove un primo impulso freddo era già giunto, da Est, il 30-31 dicembre, seguito da un modesto e temporaneo addolcimento atlantico il 2 gennaio).
 

Anomalie di temperatura alle h 00 UTC del 7 gennaio 2026 al livello isobarico di 850 hPa (circa 1500 m di quota): si notano valori tra 5 °C e 10 °C sotto media al Nord e su parte del Centro Italia (da Tropicaltidbits).

 

In questo contesto si sono sviluppate due categorie di situazioni da segnalare.

* Le precipitazioni molto abbondanti sull'Appennino Centrale (Umbria, zone interne di Marche, Abruzzo, Molise) e soprattutto sul Lazio, dove in circa 120 ore, dal tardo pomeriggio del 1° gennaio fino all'Epifania, secondo il Centro Funzionale Regionale sono caduti 127,6 mm di pioggia all'osservatorio del Collegio Romano (di cui 56,9 mm il 5 gennaio) e fino a 275,4 mm a Palestrina (146,6 mm il 5). Numerosi allagamenti, alberi caduti e chiusure di strade, specie a Roma e dintorni, dove erano in piena il Tevere ma soprattutto il suo affluente sinistro Aniene, straripato in più punti (allerta rossa).

** Il freddo marcato che si è fatto sentire dapprima sulle Alpi e al Nord-Ovest (3-5 gennaio), poi anche sul resto del Nord, su parte del Centro e sulle regioni adriatiche fino al Sud (specie dal 6 gennaio). L'episodio freddo nella maggioranza delle località di pianura del Nord Italia ha raggiunto il culmine nella notte tra il 7 e l'8 gennaio 2026, mentre in quota e nei fondovalle alpini occidentali - dopo giorni di gelo ostinato - era già in corso un addolcimento per apporto di aria più temperata e umida da Ovest (con tendenza a foehn, e precipitazioni nelle zone interne sotto forma di pioggia talora sopra i 1000 m, anche congelante al suolo nei fondovalle).

All'interfaccia tra la massa d'aria umida mediterranea e quella fredda artica, all'Epifania nevicate hanno interessato le pianure dell'Emilia orientale (Modena, Bologna) e della Romagna, fino alla costa adriatica.

Più interessate le zone intorno a Faenza e Lugo con depositi anche superiori a 10 cm, come non si erano più visti dall'evento del 1° marzo 2018 (info: meteorologo Pierluigi Randi). Oltre 30 cm sull'Appennino Emiliano-Romagnolo-Marchigiano già a quote di collina intorno ai 350 m, con disagi alla circolazione stradale, anche nel tratto Bologna-Firenze della A1.
 

La neve sulle spiagge di Riccione nel primo pomeriggio del 6 gennaio 2026
(da Skilinewebcams).


Pur trattandosi di un evento freddo tra i più rilevanti dell'ultimo decennio (periodo segnato da un accelerato riscaldamento atmosferico e da una rarefazione delle ondate di gelo), questo non ha assunto alcun carattere di eccezionalità a scala pluridecennale, né sulle temperature minime più basse, né riguardo alle temperature medie calcolate sull'intero episodio (30 dicembre 2025-8 gennaio 2026, ovvero dalla prima irruzione fredda da Est, cui è seguito un ulteriore e più marcato apporto di aria artica da Nord nei giorni intorno all'Epifania).

Dunque un evento pressoché ordinario, per nulla paragonabile alle grandi ondate di gelo del passato (gennaio 1985, febbraio 1991, febbraio 2012...), con temperature complessivamente 1-3 °C sotto la norma 1991-2020 nel periodo 30 dicembre-8 gennaio (ma talora fino a 8-10 °C sotto norma nel caso delle temperature minime di singole giornate, come quelle registrate in Romagna, vedi l'elenco seguente).

Per un episodio freddo di questa entità si può valutare una ricorrenza di un caso ogni 2-5 anni nel clima caldo attuale, mentre fino a pochi decenni fa sarebbe risultato di portata sostanzialmente annuale.

Ecco alcune temperature minime più basse del periodo (registrate tra il 6 e l'8 gennaio 2026):

Aosta-aeroporto (545 m): -11,6 °C
(ultimo valore identico o inferiore: -12,5 °C il 18/12/2022);

Gressoney-D'Ejola (1837 m, Aosta): -15,0 °C (-15,8 °C il 14/02/2021);

Oulx-Gad (1055 m, Torino): -13,6 °C (-13,6 °C il 29/01/2023);

Castell'Alfero (140 m, Asti): -10,5 °C (-11,5 °C l'11/02/2023);

Piacenza-Alberoni (54 m): -7,1 °C (-8,9 °C il 31/12/2020);

Trento-Roncafort (194 m): -8,1 °C (-9,3 °C il 13/01/2021);

San Giacomo/Val di Vizze (1440 m, Bolzano): -20,4 °C (-20,7 °C il 20/01/2024);

Cervia-aeroporto (10 m): -7,5 °C (-8,0 °C il 28/02/2018);

Udine-S. Osvaldo (91 m): -7,1 °C (-7,2 °C il 15/02/2021);

Tarvisio (794 m, Udine): -15,8 °C (-15,8 °C il 15/02/2021);

Pontremoli-Verdeno (251 m, Massa-Carrara): -6,1 °C (-6,2 °C l'11/02/2023).

Inoltre sulle pianure extraurbane intorno a Imola e Faenza, con la complicità dell'intenso raffreddamento notturno sui suoli innevati dopo la nevicata dell'Epifania, all'alba dell'8 gennaio si è scesi fino a -10
÷ -13 °C, valori di tutto rispetto e più inconsueti, anche se pure in questo caso relativamente comuni in passato, e ben lontani dai record storici (nel gennaio 1985 da quelle parti si veleggiava su minime tra -20 °C e -25 °C).

Quanto alle temperature medie su 10 giorni, ecco i valori del periodo 30 dicembre 2025 - 8 gennaio 2026 in alcune località, confrontati con altri casi ancora più rilevanti dell'ultimo decennio (la data indicata è quella di fine di ciascuna sequenza di 10 giorni):

Torino-via della Consolata (266 m):

04/03/2018     0,5 °C
13/01/2017     1,3 °C
20/12/2022     2,1 °C
21/12/2018     2,3 °C
01/02/2019     2,5 °C
20/12/2017     2,6 °C
12/01/2021     2,6 °C
08/01/2026   2,9 °C (anomalia -0,9 °C rispetto al 1991-2020)

Piacenza-Osservatorio Alberoni (54 m)

05/01/2021     -0,1 °C
08/01/2026  0,2 °C (anomalia -1,5 °C)

Cervia-aeroporto (10 m)

06/03/2018     -0,2 °C
15/01/2017     0,4 °C
08/01/2026   1,1 °C (anomalia -2,3 °C)

Udine-Sant'Osvaldo (91 m)

13/01/2017    -1,5 °C
03/03/2018    1,1 °C
25/01/2016    1,1 °C
20/01/2021    1,2 °C
12/01/2019    1,2 °C
08/01/2026  1,8 °C (anomalia -1,9 °C)

Gelo persistente anche nelle ore centrali del giorno per lo più sopra i 1000 m, benché con forti differenze dovute all'orografia (esposizione/ombreggiamento).

Fonti dei dati:
Centro Funzionale Regione Autonoma Valle d'Aosta
Arpa Piemonte
SMI/Opera Pia Alberoni
Associazione Emilia Romagna Meteo
MeteoTrentino
Agenzia per la Prot. civile - Ufficio Meteorologia e prevenzione valanghe Bolzano Arpa FVG
Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.



Devolvi il 5 per mille alla SMI!
Sosterrai le ricerche su scienze dell'atmosfera, clima e ghiacciai,
e la salvaguardia degli osservatori meteorologici storici


 

 

Guida al   sito    |    Contattaci    |    Segnala il sito    |   Credits    |   Copyrights