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COLLASSO - COME LE SOCIET└ SCELGONO DI MORIRE O VIVERE
Diamond J.
Einaudi , 2005
598 pagine, foto a colori su tavole fuori testo, poco illustrato,
cop. in brossura, dim. 16 x 22 cm .
Ç16 
Sconto di Ç 1.5 per i soci SMI 


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DESCRIZIONE (a cura dell'Editore)

Pi˙ di mille anni fa un gruppo di Vichinghi, guidati da Erik il Rosso, partÝ dalla Norvegia e si stabilÝ in Groenlandia. LÝ fondarono colonie, dissodarono la terra, allevarono animali e costruirono chiese fantastiche. PerchÚ quasi cinque secoli dopo se ne persero le tracce? E perchÚ sparirono molti altri popoli del mondo?
Lo spettacolo delle rovine delle antiche civiltÓ ha in sÚ qualcosa di tragico. Popoli un tempo ricchi e potenti sono scomparsi, magari nel volgere di pochi anni, lasciando come testimonianza solo qualche romantico masso sparso nella giungla. Nel suo nuovo libro Diamond cerca di capire come i collassi del passato abbiano potuto verificarsi, e si chiede se la societÓ contemporanea sia in grado di imparare la lezione, evitando disastri analoghi nel futuro. Il punto di partenza Ŕ un approfondito esame dei casi di chi non ce l'ha fatta: storie grandiose e terribili, famose come quelle dei maya e dell'isola di Pasqua, o meno note, come quelle degli anasazi in America. Ma ci sono anche storie meno tragiche, come quelle dell'Islanda o del Giappone, che hanno saputo rispondere con successo alle sfide ambientali; storie di vincitori e vinti, come i casi della Repubblica Dominicana e di Haiti, due nazioni che pur condividendo lo stesso ambiente sono giunte a risultati molto diversi; e infine storie dall'esito ancora incerto, come quelle della Cina e dell'Australia, che stanno cercando soluzioni innovative ai loro difficili problemi ecologici e sociali. Che lezione trarne? Siamo davvero in pericolo? Come possiamo evitare di autodistruggerci? Le risposte di Collasso sono equilibrate e mai catastrofiste, ma comunicano tutta l'urgenza di scelte non pi˙ differibili, se vogliamo continuare ad ammirare con serenitÓ le rovine di chi ci ha preceduto.

źNessun altro luogo che ho visitato mi ha fatto un'impressione pi˙ spettrale di Rano Raraku, la cava di pietra dell'isola di Pasqua dove furono scolpite le famose statue gigantesche. Per cominciare, l'isola Ŕ il luogo abitabile pi˙ isolato del mondo. Le terre pi˙ vicine sono le coste del Cile, che si trovano 3700 chilometri a est, e le isole polinesiane del gruppo di Pitcairn, 2100 chilometri a ovest. Quando nel 2002 ci sono andato in aereo partendo dal Cile, il volo Ŕ durato pi˙ di cinque ore, interamente trascorse a sorvolare l'immensa distesa del Pacifico. Al tramonto, quando ho finalmente avvistato dall'obl˛ quel briciolo di terra, fiocamente illuminato dalla luce del crepuscolo, ho tirato un sospiro di sollievo: ero molto preoccupato e mi chiedevo se saremmo stati in grado di trovare l'isola prima di notte e se il nostro aereo avrebbe avuto abbastanza carburante per tornare in Cile, in caso avessimo mancato il bersaglio, oltrepassandolo senza vederlo. ╚ difficile immaginare che un'isola come quella di Pasqua possa essere stata scoperta e colonizzata dagli esseri umani prima dell'arrivo, negli ultimi secoli, dei velieri europei╗.

 

 

 

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