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 Dove sono: MeteoShop > Climatologia > Effetto serra > Pagina 6 > L'aratro, la peste, il petriolo. l'impatto dell'uomo sul clima

 


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L'ARATRO, LA PESTE, IL PETRIOLO. L'IMPATTO DELL'UOMO SUL CLIMA
Ruddiman W.
Università Bocconi , 2007
256 pagine, cop. in brossura, dim. 15 x 23 cm .
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UN ESTRATTO

CHE COSA HA DETERMINATO IL CLIMA DELLA TERRA?

Immaginiamo di osservare la Terra da un satellite. Il blu degli oceani copre oltre due terzi del pianeta, e il verde scuro e il marrone delle terre emerse coprono il resto. Una piccola frazione della Terra (Antartide e Groenlandia) è sepolta sotto le grandi distese bianche di ghiacciai spessi oltre 2000 metri. I ghiacci marini biancastri formano una coltre spessa qualche metro sui mari polari e le loro fluttuazioni stagionali nei due emisferi seguono ritmi esattamente contrapposti (i ghiacci marini si contraggono in un emisfero mentre si espandono nell'altro, e viceversa). Tutto è circondato dal blu dell'atmosfera, punteggiato da vortici di nubi.

Rispetto a questi immensi elementi del sistema climatico, le più grandi strutture prodotte dall'uomo sono insignificanti o addirittura impossibili da percepire a occhio nudo. Le piramidi, le dighe e le strade sono invisibili dallo spazio senza l'ausilio di potenti telescopi. Nel buio della notte, anche le luci brillanti delle città non sono che tenui bagliori.

Osservando la Terra in questa prospettiva, la possibilità che gli uomini abbiano avuto un forte impatto sul funzionamento di queste immani parti del sistema climatico sembra ridicola: come avremmo potuto determinare dei cambiamenti nelle dimensioni di quelle immense zone blu, verdi e bianche? Eppure è proprio ciò che accade. Oggi nessun climatologo credibile mette in dubbio che gli esseri umani abbiano influito sul clima terrestre durante gli ultimi due secoli, soprattutto determinando aumenti della concentrazione atmosferica dei gas a effetto serra, come l'anidride carbonica e il metano. Q1esti gas bloccano le radiazioni che la superficie terrestre emette dopo essere stata riscaldata dal Sole, e il calore trattenuto dall'involucro atmosferico della Terra ne riscalda il clima.
Poiché gli aumenti sia dei gas serra sia della temperatura terrestre durante l’ultimo secolo sono stati misurati, il dibattito sul cosiddetto riscaldamento globale non tende a stabilire se gli uomini stiano o meno riscaldando il clima o se lo riscalderanno nei decenni futuri sappiamo che lo stiamo riscaldando e che ancor più lo riscalderemo, dato che le concentrazioni dei gas serra aumentano.

L'unica domanda che ci si può seriamente porre è: quanto lo riscalderemo? Determineremo un aumento molto modesto, quasi impercettibile, della temperatura terrestre? Oppure provocheremo alterazioni molto più vaste del sistema climatico, per esempio provocando lo scioglimento di gran parte della calotta di ghiacci del Polo Nord e trasformando tutta la banchisa del mare Glaciale Artico in acqua marina azzurra? Per ora non siamo in grado di prevedere con chiarezza «quanto» riscalderemo il pianeta.
Un'altra parte del dibattito sul riscaldamento globale riguarda il giudizio da dare su questi cambiamenti: sono «buoni» o «cattivi»? Questo interrogativo ammette molte risposte, dipendenti tutte dal sistema di valori di chi pone la domanda. Il mondo è complicato: e se si tiene conto della grande complessità del quesito, non può esservi un'unica risposta, favorevole o contraria. Ma in questo libro troveranno poco spazio i dibattiti molto accesi che oggi sono in gran voga nel mondo politico o dei media, e che cadranno nel dimenticatoio fra pochi anni. ci ci concentriamo sulle lezioni che possiamo trarre dal passato.

Gli esseri umani e i nostri antenati riconoscibili in quanto tali sono vissuti sulla Terra senza influenzare il clima. Poco numerosi e sempre in movimento alla ricerca di cibo e di acqua, i nostri antenati dell'età della Pietra non hanno lasciato «tracce» sul panorama terrestre per diversi milioni di anni. Durante questo immenso tratto di tempo, il clima cambiò per ragioni naturali, legate essenzialmente a piccole variazioni cicliche dei parametri dell' orbita che la Terra descrive attorno al Sole. Era la natura a determinare il clima.

Ma la scoperta dell'agricoltura, avvenuta circa 12.000 anni fa, cambiò tutto. Per la prima volta gli esseri umani poterono vivere nei pressi dei terreni coltivati, invece di vagare di zona in zona. E la disponibilità di fonti di cibo più abbondanti e affidabili, l'agricoltura e l'allevamento del bestiame, determinò gradualmente una forte accelerazione della crescita demografica, rispetto a quella che era stata consentita dalla forma di sostentamento precedente, basata sulla caccia e sulla raccolta. Di conseguenza, insediamenti umani di dimensioni crescenti cominciarono a lasciare un'impronta permanente sempre più forte sul paesaggio.

 

 

 

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