GHIACCIAI 
EMERGENZA AL GHIACCIAIO DEL BELVEDERE (MACUGNAGA, VB)
Il ghiacciaio cresce e il lago comparso sulla sua superficie nell’estate del 2001 aumenta di livello per la forte fusione durante la recente ondata di caldo. Sorveglianza in Valle Anzasca per prevenire un possibile svuotamento improvviso. Un caso studio straordinario per il progetto europeo Glaciorisk
Luca Mercalli, Daniele Cat Berro (SMI redazione Nimbus)

Giovanni Mortara (CNR - IRPI Torino)
26 giugno 2002 
Aggiornamento del 3 luglio 2002: AAttualmente la superficie del lago è di circa 150.000 m2 con una profondità di 57 m . Il volume d’acqua immagazzinato prima dell'inizio delle operazioni di pompaggio è di circa 3 milioni di metri cubi;

La parete più “himalayana” delle Alpi
Le colate glaciali che fasciano la vertiginosa parete orientale del Monte Rosa, la più “Himalayana” delle Alpi, confluiscono più a valle nella possente lingua del ghiacciaio del Belvedere, che con una superficie di poco superiore ai 5 km2 rappresenta il più esteso ghiacciaio delle Alpi piemontesi. La sua fronte dalla caratteristica forma bilobata si spinge ancora fino a circa 1800 metri, poco a monte di Macugnaga, laddove i larici dell’alta Valle Anzasca hanno colonizzato le morene via via che i ghiacci si ritiravano al termine della Piccola Età Glaciale (PEG, 1450-1850).


La fronte del ghiacciaio del Belvedere nel 1921 (foto archivio Mònterin).


Ecco come si presentava l'imponente parete orientale del Monte Rosa intorno agli anni 1920; ora l'aumento della temperatura e la conseguente deglaciazione ne stanno radicalmente alterando l'aspetto e i delicati equilibri ambientali (foto archivio Mònterin).

Un ghiacciaio in controtendenza?
Mentre la quasi totalità dei ghiacciai alpini è in evidente fase di regresso, il Belvedere torna a crescere in maniera vistosa. A partire dalla primavera 2001 la lingua del ghiacciaio ha subìto un notevole incremento di volume, che si è particolarmente accentuato negli ultimi mesi. La superficie, in origine abbondantemente coperta di detriti rocciosi, è ora sconvolta da un labirinto di crepacci e seracchi instabili in continua evoluzione, e il ghiaccio ha sormontato di alcune decine di metri il ciglio delle morene laterali storiche relative alla fase di avanzata della prima metà dell’Ottocento. Già durante l’estate e l’autunno 2001 il crollo di alcuni blocchi di roccia e ghiaccio sul sentiero per il Rifugio Zamboni–Zappa aveva destato preoccupazione facendo immediatamente includere il caso del Belvedere nel progetto europeo “Glaciorisk”. Gianni Mortara del CNR-IRPI di Torino segue fin dall’inizio il fenomeno, che già viene presentato, insieme alla SMI - secondo partner italiano di Glaciorisk - a Fjaerland (Norvegia), in occasione del primo meeting europeo sul rischio glaciale del 17-20 ottobre 2001.

 
La lingua del ghiacciaio del Belvedere nel 1921 durante l'ultima grande fase di espansione (foto archivio Mònterin). La situazione è confrontabile con quella attuale, visibile nell'immagine sottostante.

 


La biforcazione della lingua frontale del ghiacciaio del Belvedere: 
è ben visibile il possente rigonfiamento della massa glaciale avvenuto negli ultimi mesi.  (Foto G. Mortara, 21.06.2002)

Una possibile spiegazione: è un surge?
Si tratta molto probabilmente di un fenomeno di surge, una sorta di “piena glaciale”, una rapida e improvvisa avanzata di un ghiacciaio non riconducibile a un aumento di alimentazione nevosa o a una diminuzione della fusione. Gli unici casi di surge documentati sulle Alpi sono quelli relativi al Vernagtferner (Ötztal, Alpi austriache) e manifestatisi in quattro occasioni tra il 1599 e il 1848, e quello verificatosi tra il 1817 e il 1818 sul ghiacciaio di Solda (Ortles -Cevedale) che portò la fronte ad avanzare di 1200 m .

Questo particolare comportamento, decisamente raro sulle Alpi, non è riconducibile a un ritorno di condizioni favorevoli allo sviluppo dei ghiacciai, bensì a modificazioni delle caratteristiche fisiche del ghiaccio e del substrato roccioso nel bacino di accumulo prevalentemente disposto sulla parete. Probabilmente le recenti estati calde hanno modificato la distribuzione della temperatura all’interno del ghiacciaio elevando l’isoterma zero gradi e trasformando parti di ghiacciaio in precedenza definite “fredde”, cioè con temperature di alcuni gradi sotto lo zero, in “temperate”, cioè con temperatura prossima a zero gradi. Il ghiaccio “freddo” è ben aderente al substrato roccioso e si muove su di esso più lentamente rispetto al ghiaccio “temperato”, che tende invece a scivolare più rapidamente specie su forti pendenze, e qualora al contatto con la roccia sia presente un velo d’acqua . Si tratta tuttavia di una spiegazione ancora troppo semplicistica che necessita di ricerche più approfondite e di misure sul terreno per essere confermata.

Alcuni confronti fotografici della "piena glaciale"

 
Morena laterale destra, autunno 1996
.(foto G. Mortara)


Morena laterale destra, inizio ottobre 2001.
Si noti l'incremento di spessore e l'invasione da parte del ghiaccio (in primo piano) della breccia sulla morena destra (effetto della rotta del lago glaciale delle Locce, avvenuta il 19 luglio 1979).(foto G. Mortara)


Morena laterale destra, autunno 1996. (foto G. Mortara)


Morena laterale destra, inizio ottobre 2001. Il ghiaccio sormonta il ciglio della morena storica. (foto G. Mortara)

C’è anche un lago
Oltre all’accrescimento volumetrico del ghiacciaio, tra l’estate e l’autunno 2001, viene identificato anche un lago che occupa la parte superiore del ghiacciaio alla base della parete est, attorno circa a quota 2150 m. Quello dei laghi epiglaciali è un fenomeno che sta sempre più evidenziandosi sui ghiacciai alpini: casi analoghi sono quelli dei ghiacciai del Rocciamelone e della Croce Rossa, entrambi sulle Alpi occidentali.

La zona di Macugnaga non è nuova a confrontarsi con i laghi glaciali: prima del Belvedere era stato l’attiguo ghiacciaio delle Locce  a creare problemi con svuotamenti improvvisi avvenuti ben tre volte negli anni 1970 con serie conseguenze per alcune infrastrutture. Oggi tale rischio è stato rimosso grazie a lavori di regimazione e controllo artificiale del livello lacustre eseguiti durante la metà degli Anni 1980 dalla Regione Piemonte.

Veduta aerea del ghiacciaio del Belvedere. E' ben visibile a sinistra il lago delle Locce, responsabile degli svuotamenti negli anni 1970. Il cerchio rosso evidenzia la profonda incisione prodottasi nella morena a seguito dell'improvviso svuotamento del lago avvenuto il 19.07.1979. Al centro il nuovo lago epiglaciale, a forma di mezzaluna, formatosi nell'estate 2001. L'immagine aerea è stata ripresa nell'ottobre 2001 nell'ambito del progetto "Glaciorisk".

Più caldo, più acqua
L’anomala ondata di calore che ha interessato le Alpi e il Mediterraneo a partire dal 14 giugno 2002 inizia a mostrare le sue conseguenze anche sul delicato ambiente alpino d’alta quota. Per oltre 10 giorni la quota dello zero termico si è collocata oltre i 4000 m, con frequenti punte di 4600 m, esponendo a temperature positive l’intero gruppo del Monte Rosa. L’ingente e rapida fusione del manto nevoso invernale e del ghiaccio di parete ha prodotto un considerevole apporto d’acqua verso lago, il cui livello si è rapidamente innalzato negli ultimi giorni. Attualmente
la superficie del lago è di circa 150.000 m2 con una profondità di oltre 40 m A causa della difficoltà di accesso del luogo e della sua esposizione a continui crolli di roccia, ghiaccio, e valanghe dalla ripida parete sovrastante del Monte Rosa, i rilevamenti topografici e le misure di profondità del lago sono estremamente complessi, pertanto il volume d’acqua immagazzinato al momento non è ancora noto con precisione, sebbene sia plausibile che ammonti circa 3 milioni di metri cubi; si tratta di una quantità d’acqua ragguardevole che, qualora trovi vie di deflusso all’interno del ghiaccio, è in grado di causare un rapido innalzamento di livello dei corsi d’acqua sottostanti, e trasportare a valle ingenti quantità di detriti rocciosi con evidenti conseguenze per gli abitati, le infrastrutture e i frequentatori della zona. Per questi motivi la situazione è sotto stretta osservazione, sia da parte dell’équipe Glaciorisk, sia da parte delle competenti autorità territoriali, al fine di prevenire e mitigare i rischi connessi.  

Attualmente sono al lavoro le squadre della Protezione Civile per provvedere allo svuotamento del lago. Alcuni organi di informazione sostengono che l'acqua verrà pompata in un vicino lago: in realtà l'acqua verrà direttamente fatta defluire nell'alveo naturale senza interessare il vicino lago delle Locce, già oggetto di passati  interventi di regolazione. 


Il lago sulla superficie del Belvedere, formatosi nell'estate 2001 e rapidamente accresciutosi a seguito della recente ondata di caldo. Foto G. Mortara, 21.06.2002.

Dal rischio all’adattamento
Al di là delle inquietudini indotte dal comportamento del lago e del ghiacciaio, situazioni che peraltro rientrano nella naturale dinamica degli ambienti di montagna, i fenomeni in atto sul ghiacciaio del Belvedere presentano motivi di straordinario
interesse scientifico. Forse l’aspetto più rilevante in questo scenario che si dipana sotto i nostri occhi è la percezione che veramente qualcosa sta cambiando nel clima delle Alpi e nei suoi fragili equilibri. Effetto serra o no, questi fenomeni mostrano quanto possano essere rapide e incisive le variazioni dell’ambiente glaciale, che di conseguenza rendono sempre più di attualità non solo l’esigenza di diminuire l’impatto antropico sull’atmosfera, ma anche la necessità di sviluppare nuove concezioni di adattamento a un ambiente in vivace evoluzione.   

Articoli sul fenomeno in atto
Il ghiacciaio del Belvedere ed il Lago Effimero
Correttezza ed onestà: anche nella scienza sarebbero benvenute
Le foto dell'emergenza al ghiacciaio del Belvedere
Mappa del Lago Effimero
Il progetto Glaciorisk

Articoli correlati:
L'ondata di caldo di metà giugno 2002
Il lago sul ghiacciaio del Rocciamelone
Il ghiacciaio della Croce Rossa

Siti sul fenomeno dello jokulhaup:
Progetto Glaciorisk, sito islandese 
Il lago epiglaciale Tsho Rolpa, in Nepal
Inventario dei ghiacciai e dei laghi epiglaciali in Nepal
Inventario dei ghiacciai e dei laghi epiglaciali in Buthan

Per conoscere i ghiacciai:
Poster "Ghiacciai: forme e variazioni"
Guida ai ghiacciai ed alla glaciologia

Siti sui ghiacciai
CGI - Comitato Glaciologico Italiano
Glaciologia all'Università di Milano
Elenco di siti su neve e ghiacciai

Siti correlati con l'emergenza
Vigili del Fuoco - Notiziario 24h
Protezione Civile
Esercito Italiano
CNR Irpi Torino
Enel Hydro
Erickson Air Crane

 


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