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 Arcobaleni e fenomeni ottici
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GELO DI CAPODANNO 2017 IN PIANURA PADANA
(di Domenico Rosso)

Il 2017 è cominciato con un'alba serena e gelate da inversione termica in Pianura Padana, a seguito del moderato afflusso freddo da Nord-Est del 29-30 dicembre. Poco a Sud di Torino, nelle campagne intorno a Vinovo, banchi di nebbia notturni hanno determinato la deposizione di galaverna sulle piante con temperature minime di circa -5 °C. Il freddo si è ulteriormente intensificato all'Epifania, peraltro senza raggiungere punte inconsuete al Nord Italia (fino a circa -10 °C), e in prevalenti regimi anticiclonici o di venti settentrionali, sulle Alpi centro-orientali la neve continua a scarseggiare. Solo tra Piemonte e Val d'Aosta il manto è più abbondante, talora superiore al metro sopra quota 2000 m.
NEVICATE DI META' OTTOBRE 2016 SULLE ALPI OCCIDENTALI (di Fulvio Adoglio)

La prima metà di ottobre 2016 è stata più fresca del normale sulle Alpi a causa di depressioni alimentate da aria fredda nord-orientale (1-2 °C sotto media): tra il 10 e il 13 del mese alcune nevicate sono scese precocemente fino a circa 1000 m, seguite però da una sciroccata piovosa e da un brusco addolcimento dell'atmosfera. Nell'immagine, circa 20 cm di neve al suolo ammantano le sponde del Lago di Afframont (1986 m, Balme - Valli di Lanzo) e i larici in veste autunnale. Condizioni più temperate (ma spesso umide) sono tornate nella terza decade, e il 25 ottobre è caduta pioggia fino a quote di 3000 m, fatto piuttosto inconsueto in autunno inoltrato.
CROCHI IN FIORE IN VAL CHISONE (ALPI TORINESI)
di Fulvio Adoglio

Dopo un marzo termicamente "tranquillo", i precoci tepori della prima metà di aprile 2016 (anomalie di 2-3 °C al Nord-Ovest italiano) hanno causato una rapida scomparsa della neve sotto i 2200 m sui pendii soleggiati delle Alpi occidentali, lasciando il posto a estese fioriture di Crocus, come in questa immagine ripresa il giorno 18 a Pian dell'Alpe (1900 m), in Val Chisone. Il cielo è limpido e l'aria più fresca dopo il passaggio di un fronte atlantico e la rotazione dei venti a Nord-Ovest.
PRECOCE PRIMAVERA INTORNO ALLA MARMOLADA (DOLOMITI)
di Milos Lago

Dopo un avvio pressoché nella norma, tra aprile e inizio maggio la primavera alpina ha "galoppato" più del dovuto, con poche nevicate e temperature sopra media di circa 2 °C, così il manto nevoso in quota si è rapidamente ridotto. Qui vediamo l'alpeggio Sbrinz (1964 m), presso il Rifugio Fuciade (tra il Passo San Pellegrino e la Marmolada), il 7 maggio 2015: la neve è già scomparsa, i pascoli iniziano a rinverdire, e anche sulle Cime Cadine (2885 m) e il Sasso di Valfredda (3009 m), sullo sfondo, l'innevamento è ormai scarso.

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