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RIVISTA DI METEOROLOGIA, CLIMA E GHIACCIAI
  

 
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MARZO 2016 BEN INNEVATO SULLE ALPI OCCIDENTALI
di Domenico Rosso

Al termine dell'inverno 2015-16, particolarmente mite e secco al Nord-Ovest italiano,
sulle Alpi piemontesi la neve è finalmente arrivata con alcuni episodi abbondanti soprattutto in marzo, colmando in buona parte il deficit idrico accumulato tra novembre 2015 e gennaio 2016. Una situazione che ricorda un po' quanto avvenuto anche nella stagione 1992-93 (che tuttavia fu assai meno tiepida di questa). Nell'immagine ripresa il 18 marzo - durante le schiarite successive all'intensa perturbazione del giorno 16 - la coltre di neve è spessa circa un metro e mezzo sui tetti di Serre di Ostana (Valle Po, Monviso), a quota 1500 m. Ma con l'episodio di metà mese anche la pianura da Torino verso Sud si è imbiancata (30 cm a Cuneo), evento comunque non eccezionale per il periodo.

INTENSE NEVICATE SUGLI APPENNINI, MA NESSUN RECORD
di Luigi Sette
Tra il 5 e il 7 marzo 2015 la depressione "Anton" ha portato non solo violente tempeste di vento da Nord-Est con gravi danni soprattutto tra Appennino Settentrionale e Toscana (raffiche a 150-200 km/h, tetti scoperchiati, distruzione di foreste, una vittima a Urbino), ma anche bufere di neve sulle alture dall'Abruzzo alla Calabria, esposte allo sbarramento dei venti nord-orientali. Attenzione però alle false notizie in merito a nuovi record mondiali, secondo cui a Capracotta (1421 m, Isernia) e Pescocostanzo (1395 m, L'Aquila) sarebbero caduti oltre 2 m di neve fresca in meno di 24 ore, dati misurati in condizioni non standard, ed evidentemente riferiti ad accumuli di neve soffiata dal vento all'interno delle vie e contro gli edifici. I valori ufficiali dal Servizio Meteomont (pur di difficile rilevazione in condizioni di manto fortemente irregolare per l'azione eolica) indicano, più verosimilmente, apporti di circa 1 m di neve fresca in 36 ore. Nell'immagine, il centro di Pescocostanzo sommerso dalla neve l'8 marzo. Il record mondiale omologato resta quello di Silver Lake (Colorado), 193 cm di neve caduti in 24 ore il 14-15 aprile 1921.

NEVICATE STRAORDINARIE SULLE ALPI CENTRO-ORIENTALI
di Stefano Anghileri
Non solo le Dolomiti, le Prealpi venete, la Carnia e le Alpi Giulie hanno ricevuto nevicate fuori dal comune durante il temperato ma umido inverno 2013-14, ma anche i rilievi lombardi, ben esposti allo sbarramento dei flussi di aria marittima proveniente tra Sud-Ovest e Sud. A lato, circa 2 metri di spessore nevoso sui tetti di Starleggia, frazione di Campodolcino a quota 1565 m (Val San Giacomo, Spluga) sotto il sole del 25 gennaio 2014. Nuove copiose nevicate si aggiungeranno nelle settimane seguenti, portando il manto totale talora ai massimi storici da almeno mezzo secolo (come nell'adiacente località svizzera di San Bernardino, dove si sono misurati 243 cm
al suolo l'8 febbraio 2014, primato dal 1961; fonte: MeteoSvizzera). 
 

NEVICATE STRAORDINARIE SULLE ALPI ORIENTALI
di Massimiliano Calligola
I ripetuti flussi da Sud-Ovest di aria marittima, temperata e umida, continuano a determinare straordinarie precipitazioni sia sui versanti liguri-tirrenici sia al Nord-Est italiano, e le Alpi orientali (in particolare Cadore, Carnia e Alpi Giulie) sono letteralmente sepolte da un innevamento tra i più importanti da decenni sopra i 1300-1500 m (al di sotto è frequentemente piovuto, date le temperature elevate). Qui il villaggio di Sauris (1400 m, Carnia) come appariva dopo la caduta di 130 cm di neve fresca tra giovedì 30 e venerdì 31 gennaio 2014; il paese è rimasto isolato per una valanga e soggetto a un lungo black-out elettrico. Il manto nevoso ha raggiunto livelli impressionanti: lunedì 3 febbraio, 318 cm totali al suolo al Passo Rolle (1980 m, fonte MeteoTrentino), e ben 555 cm al Livinal Lunc (1837 m, Alpi Giulie, fonte Protezione Civile FVG).
 

IN VOLO SULLE ALPI ORIENTALI INNEVATE
di Alessio Bozzo
Il 6 gennaio 2014 il cielo torna sereno (o al più velato da Cirrostratus) sulle Alpi dopo l'intensa perturbazione che tra il 4 e il 5 ha recato nuove copiose nevicate, anche oltre mezzo metro di neve fresca sul settore centro-orientale dell'arco alpino, ma solo a quote superiori a 1500-1800 metri dato il flusso mite da Sud-Ovest. Ecco qui un'immagine aerea con visibilità eccellente sul Trentino - Alto Adige, in direzione Nord-Est: si riconoscono le vallate dalla zona di Trento fino alla Nordkette di Innsbruck. Al centro, la conca di Bolzano, nella parte bassa la Val di Sole a sinistra e la Val di Non a destra, separate dalle propaggini settentrionali delle Dolomiti di Brenta. In alto a destra, le Dolomiti di Fiemme, Fassa e Gardena, e il solco della Val Pusteria fino a Lienz.

NEVE ABBONDANTE SUL ROCCIAMELONE
di Gabriele Savio
Dopo una primavera fresca e straordinariamente ricca di precipitazioni, a inizio luglio 2013 l'innevamento è ancora abbondante in alta quota sulle Alpi. Il Ghiacciaio del Rocciamelone, qui visto dall'omonima vetta (3538 m, Val di Susa) al mattino del giorno 7 in direzione del versante francese, è interamente coperto da neve residua, con limite della copertura continua attorno a 2600 m. Sarà finalmente un'annata favorevole ai ghiacciai? E' ancora presto per dirlo, e dipenderà dalle temperature dei prossimi due mesi. Nell'immagine si notano anche cumuli in sviluppo sul versante italiano (sinistra) per effetto di aria leggermente più fresca e umida da Nord-Est.

NEVE DI PRIMAVERA SUL SASSOLUNGO (DOLOMITI)
di Luca Lombroso
Una bella parentesi soleggiata caratterizza il 1° aprile 2013 (Pasquetta) sulle Dolomiti, caso raro in una lunga sequenza di settimane frequentemente nuvolose e piovose/nevose. Qui il Sassolungo, a cavallo tra la Val di Fassa e la Val Gardena, ripreso dai dintorni del Passo Pordoi. Il cielo è sereno salvo alcuni modesti Cumulus humilis. Ma a Ovest già incalza una nuova perturbazione. L'inverno 2012-13 è stato ricco di nevicate sulle Alpi centro-orientali, esposte ai ricorrenti flussi umidi provenienti dal settore compreso tra Sud-Ovest e Ovest.

NEVICATA IN ALTA VAL VARAITA (CN)
di Matteo Gramaglia
Il 23 febbraio 2013 riprende a nevicare sulle Alpi occidentali per effetto della depressione "Thomas", ed entro il mattino del 25 si accumuleranno spessori di neve fresca dell'ordine del mezzo metro in montagna, e di 5-15 cm sulla pianura piemontese intorno a Torino. Qui uno splendido scorcio dei boschi al Colle San Bernardo (1517 m), presso Gilba (bassa Val Varaita, CN), durante le prime fasi della nevicata.

NEVICATA SU GENOVA
di Luca Onorato
L'11 febbraio 2013 la depressione nord-atlantica "Reinhold" si è posizionata sul Golfo Ligure facendo così confluire aria umida mediterranea con quella fredda artica giunta da Nord nei giorni precedenti. Estese nevicate hanno imbiancato tutto il Nord Italia (apporti di circa 8-9 cm a Torino, 20 a Milano, 25 a Modena, 33 a Piacenza, fino a 40 in Lunigiana e sul Carso triestino), ma con la "tramontana scura" traboccante dalla Valpadana attraverso i valichi appenninici si sono imbiancate anche le coste liguri, specialmente tra Genova e Savona. Qui il litorale genovese, in zona Sturla, velato da un paio di centimetri di manto.

NEVE ABBONDANTE SULLE ALPI LIGURI
di Massimo Sciandra
La depressione atlantica “Gong” centrata tra le Baleari e il Golfo del Leone richiama venti meridionali umidi e temperati verso il Nord Italia, ma sul bacino padano occidentale resiste uno strato d'aria fredda che tra il pomeriggio del 19 e il mattino del 20 gennaio 2013 permette alla neve di cadere fin sui fondovalle e in pianura, abbondante sulle Alpi Liguri e Marittime con apporti fino a 50-55 cm. Qui la spessa coltre di neve sui tetti di Upega (1291 m), in alta Val Tanaro (CN).

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NEVE E GELO gennaio-febbraio 2012

PRIMA NEVE A CERESOLE REALE (TO)
di Federica Moretti
25.10.2011:  prima neve della stagione (circa 10 cm) a Ceresole Reale, 1600 m, grazie a una perturbazione atlantica associata a forti venti da sud

31.3.2007: DOPO LA NEVE IL SOLE A PRAGELATO (TO)
Il monte Albergian, 3041 m visto dalla frazione Soucheres Basses Foto di Marco DANIELE

31.3.2007: DOPO LA NEVE IL SOLE A PRAGELATO (TO)
Foto di Alessandro BISCONTI

31.3.2007: LA NEVE A MONCENISIO (TO)
Foto di Amelia BELMONDO

31.3.2007: NEVICATA IN VALLUNGA, PARCO PUEZ-ODLE (BZ)
Foto di Marco MENGHINI

31.3.2007: ROVESCI NEVOSI NOTTURNI HANNO IMBIANCATO LA SACRA DI SAN MICHELE  E LA BASSA VAL DI SUSA (TO)
Almese (TO) foto di Luca MERCALLI
Nella notte fra venerdì 30 e sabato 31 marzo forti rovesci hanno portato la neve fino agli 800 m.

25.3.2007: CON UN RITORNO DI INVERNO E' ARRIVATA LA NEVE, NEL TORINESE A QUOTE SUPERIORI AI 1000 M

Vai allo SPECIALE NEVICATA 25-26 MARZO 2007

21.3.2007 - PRECIPITAZIONI NEVOSE AL DI SOTTO DI NUBI CUMULIFORMI
Foto di Vittorio Valesio
Da Torino verso il gruppo dell'Orsiera-Rocciavrè. Si noti al di sotto delle nubi le "virga" di neve, precipitazioni che non raggiungono il suolo ma evaporano nell'aria asciutta.

21.3.2007 - PRECIPITAZIONI NEVOSE AL DI SOTTO DI NUBI CUMULIFORMI
Foto di Emiliano Stabile
A Vistrorio (TO), si noti al di sotto delle nubi le "virga" di neve, precipitazioni che non raggiungono il suolo ma evaporano nell'aria asciutta.

20.3.2007: LE ALPI APUANE INNEVATE VISTE DA PISA
Foto di Alessandro NERELLI

IL MONTE TOBBIO DOPO LA LEGGERA NEVICATA
Bosio (AL), 20.3.2007, fotografia ripresa a circa 700 m di altitudine.
STESSA FOTO A POCHE ORE DI DISTANZA
Novi Ligure (AL), 20.3.2007, foto di Mario BAVASTRO
Una leggerissima nevicata ha imbiancato Novi ligure. La prima immagine è stata scattata alle ore 08.09 la seconda alle 12.58.

NEVE NEL BOSCO
Pino Ruisi
Monte Musinè (TO), gennaio 2003

TRAMONTO SUL LAGO FINLANDESE
A cura di Andrea Rolle
La foto è stata da me scattata a fine dicembre del 1998 nei pressi di Savonlinna, in Finlandia. Quello che ho sotto i piedi è ,naturalmente, un lago ghiacciato.

NEVE IN COLLINA
A cura di Andrea Rolle
La foto fu scattata nel gennaio del 1987 nella frazione Gauna che si trova, alla quota di 570 metri, in provincia di Torino.
Per coloro che all' epoca fossero troppo giovani per ricordarsela bene, o perché residenti in altre regioni, mi permetto di rammentare che tanta neve si depositò al suolo per effetto di un' unica (in tutti i sensi!) nevicata, protrattasi per tre giorni.
Cominciò di mercoledì e, al venerdì mattina, si misurarono addirittura 118 cm di neve fresca; poi ridottasi a circa un metro: a causa della pioggia che, per qualche ora, sostituì la neve.
Un anziano del paese (classe 1910), in quei giorni, mi confidò che solo nell' inverno del 1929 forse ne era caduta di più.

NEVE SU REGGIO EMILIA - 17 Gennaio 1985
A cura di Marco Pifferetti


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Ho scattato personalmente alcune fotografie dopo le storiche nevicate del gennaio 1985, purtroppo la qualità lascia un po' a desiderare, le condizioni di luce non erano ideali.
Ecco qui alcune che mi sembrano più significative, sono state scattate a Reggio Emilia e ad Albinea (RE) la mattina del 17/01/1985, dopo cinque giorni quasi ininterrotti di neve che avevano depositato un manto nevoso di 70 cm, la temperatura era risalita a 0 °C dopo aver toccato i -20 °C nei giorni precedenti


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